sabato 16 aprile 2016

PINEALE - LA GHIANDOLA SACRA


Possiamo considerare la ghiandola pineale (o epifisi) il "congegno" più sofisticato che si trova nel nostro corpo. Si tratta di una ghiandola endocrina dalla forma simile ad una pigna ma poco più grande di un chicco di mais e la sua attività è prevalentemente notturna poiché influenzata dalla luce. Situata al centro del nostro cervello, è collegata allo stesso da sofisticate reti neuronali ed è conosciuta soprattutto perché sovrintende e sostiene una moltitudine di funzioni vitali, tra le quali la regolazione del ritmo circadiano sonno-veglia e dell'orologio biologico (crescita, sviluppo, maturazione sessuale, altri bioritmi).
Infatti l'ormone che secerne primariamente è la Melatonina, sostanza nota perchè associata appunto alla qualità del sonno e, in buona misura, anche al processo di invecchiamento. Della melatonina e dei suoi effetti parleremo specificamente più avanti.
In genere la produzione ormonale è massima, sia pur ridotta rispetto al suo potenziale, nei primi anni di vita per poi scemare gradualmente dopo i 12 anni fino a dimezzarsi verso i 45, limitandosi quasi esclusivamente alle funzioni sopra menzionate. Dopo il settimo anno di età vi si depositano spesso dei minerali (calcificazione) che la rendono visibile ai raggi X. Riceve informazioni sul mondo esterno dagli occhi, percependo luminosità e oscurità grazie agli impulsi trasmessi dalla retina ed elaborati dall'ipotalamo. Viene chiamata anche il "terzo occhio" poichè, secondo antiche credenze allegoriche, una volta attivata diviene l'interfaccia con la nostra coscienza conferendo la "vista interiore", cioè il dono di ripercorrere le precedenti esistenze e riepilogare il rapporto karmico che conduce alla reincarnazione, oltre alla capacità di identificarsi con il Principio vitale cosmico e di accedere ad una moltitudine di poteri psichici.
Per il suo fascino è da sempre oggetto di studi ma, anche per la sua complessità, le informazioni messe a disposizione dalla scienza ufficiale, trattano ancora superficialmente questo organo straordinario i cui poteri, nei millenni passati, venivano sapientemente utilizzati dalle civiltà più avanzate. Benefici oggi perduti assieme alla conoscenza di quei popoli. Tuttavia sono stati rinvenuti numerosi manufatti che narrano dei poteri del terzo occhio in tutte le culture antiche conosciute come, ad esempio, nella cultura egizia, nel buddismo e anche nel cristianesimo, dove esistono citazioni di filosofi e nei vangeli (apocrifi e non) sullo stato di illuminazione derivante dalla sua apertura. Non tutte le religioni e le filosofie hanno saputo cogliere il vero simbolismo legato alla ghiandola pineale e ispirarsi a questa antica conoscenza, così come la medicina ortodossa non si è mai preoccupata troppo di effettuare ricerche approfondite. Anticamente si credeva che queste speciali facoltà fossero riservate esclusivamente ad esseri superiori, illuminati, in contatto con Dio. Ma non è così. La melatonina è un trasduttore neurochimico e fu scoperta e isolata nel 1956 da Aaron Lerner. La sintesi della melatonina avviene nella ghiandola pineale, funzionalmente alla quantità di luce rilevata (anche in caso di cecità) attraverso gli occhi, partendo da una sostanza che introduciamo con l'alimentazione: il triptofano. Grazie a enzimi specifici, questo viene convertito prima in serotonina poi in melatonina. La produzione di melatonina viene influenzata da un neurotrasmettitore, la noradrenalina, normalmente presente nel corpo in condizioni di luce e stress. Il noto effetto sedativo non è l'unico da prendere in considerazione, infatti, la melatonina, regola la produzione di altri ormoni, l'attività cellulare e la termoregolazione, stimola la produzione di anticorpi, combatte gli eccessi di colesterolo dannoso ed è un potente antiossidante.
Oggi si trova facilmente in commercio sottoforma di integratore (con effetti collaterali praticamente assenti) indicato soprattutto per contrastare l'invecchiamento oltre che a normalizzare gli effetti del jet lag. Ma i prodigi della melatonina non si fermano qui. Oltre ad essere impiegata nelle terapie di alcuni tumori, recenti studi scientifici sembrano dimostrare che determinate concentrazioni di questo ormone possono portare nel tempo ad uno stato di coscienza più elevato. Gli studi non sono ancora conclusi e potrebbe emergere molto altro ancora in futuro. Si può dire che, per il marketing e la medicina ufficiale, la melatonina sia l'ormone della giovinezza e del buon sonno, mentre, per il ricercatore spirituale, quello della consapevolezza.
Ovviamente è sempre stata vista come un ostacolo dalle aziende farmaceutiche produttrici di psicofarmaci che, trovandosi di fronte ad una sostanza priva di effetti nocivi e impossibile da brevettare perchè di origine naturale, hanno assistito, negli ultimi tempi, ad un notevole calo delle vendite. Per salvaguardare i propri interessi economici e mantenere il dominio su un'insieme di "automi malaticci", non hanno quindi esitato a promuovere l'applicazione del Codex Alimentarius.
Esistono altre sostanze prodotte della ghiandola pineale a cui si attribuiscono proprietà illuminanti. Il DMT (dimetiltriptammina) e la pinolina (o pinealina), sono tra questi i più potenti. Il DMT è una sostanza psicotropa esistente in natura che si può estrarre da diverse piante e gli effetti psichedelici di chi lo sperimenta hanno breve durata ma intensità elevata. Questo neurormone permette il distacco dall'ego, l'espansione della coscienza e l'interazione con altre dimensioni. Studi condotti negli anni '50 sullo sciamanesimo rivelano che nel corpo di presunti mistici sono state osservate concentrazioni pressochè costanti di questo neurotrasmettitore mentre nelle persone comuni il suo rilascio è occasionale ed esclusivamente notturno. Attualmente è un composto classificato nella categoria 1 negli Stati Uniti. Questa è la classificazione riservata alle sostanze prive di applicazioni mediche note, alla quale è scampata anche la cocaina. Il DMT è stato inserito in questa categoria senza che venisse presentata alcuna prova scientifica pro o contro il suo utilizzo.
La pinolina è un ormone prodotto dalla trasformazione della melatonina, concorre all'induzione della fase REM del sonno, al processo che da luogo ai sogni lucidi e alle esperienze extracorporee. In sostanza, libera l'accesso alla coscienza mentre sognamo superando i filtri della mente. La nostra necessità di "ricaricarci" in dimensioni più elevate durante il sonno profondo è quindi gestita da specifici ormoni pineali. È dunque possibile giungere a questo stato in modo autonomo e cosciente per interagire non-localmente con la materia e la percezione di altri individui (si ricorda l'esperimento di Aspect del 1982)?
L'utilizzo di droghe, reperite casualmente in natura, che favoriscono un'iperattività pinealinica, ha da sempre interessato l'uomo e influenzato tutte le religioni, non solo per la mera necessità di evasione, ma soprattutto per l'alterazione di coscienza che procuravano, una sorta di scorciatoia per congiungersi con il piano divino onnisciente e trarne vigore e saggezza. Gli antichi testi vedici, a cui si ispira il buddismo, sono stati scritti da saggi che utilizzavano il soma (parente della ayahuasca e ricco di DMT) per mantenere il contatto con la spiritualità e i propri poteri.

giovedì 7 aprile 2016

SSSHHHH.....



Esiste un certo tipo di silenzio in cui le parole non sono necessarie. E che non segnala la fine, bensì l’inizio della comprensione. Jonathan Coe♥

martedì 29 marzo 2016

CREAZIONE CONSAPEVOLE

I VALORI CONSAPEVOLI
Semina e coltiva bene dentro di te questi valori ...questa è la tua forza.

1 - Lascia andare le persone che condividono solo lamentele, problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri. Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa sì che non sia la tua mente.

2 - Paga i tuoi debiti in tempo. Nel contempo fai pagare a chi ti deve o scegli di lasciarlo andare, se ormai non lo può fare.

3 - Mantieni le tue promesse. Se non l’hai fatto, domandati perché fai fatica. Hai sempre il diritto di cambiare opinione, scusarti, compensare, rinegoziare e offrire un’alternativa ad una promessa non mantenuta; ma non farlo diventare un’abitudine. Il modo più semplice di evitare di non fare una cosa che prometti di fare e dire “no” subito.

4 - Elimina nel possibile e delega i compiti che preferisci non fare e dedica il tuo tempo a fare quelli che ti piacciono.

5 - Permettiti di riposare quando ti serve e dati il permesso di agire se hai una buona occasione.

6 - Butta, raccogli e organizza, niente ti prende più energia di uno spazio disordinato e pieno di cose del passato che ormai non ti servono più.

7 - Dà priorità alla tua salute, senza il macchinario del tuo corpo lavorando al massimo, non puoi fare molto. Fai delle pause.

8 - Affronta le situazioni tossiche che stai tollerando, da riscattare un amico o un famigliare, fino a tollerare azioni negative di un compagno o un gruppo; adotta l’azione necessaria.

9 - Accetta. Non per rassegnazione, ma niente ti fa perdere più energia di litigare con una situazione che non puoi cambiare.

10 - Perdona, lascia andare una situazione che è causa di dolore, puoi sempre scegliere di lasciare il dolore del ricordo.

sabato 19 marzo 2016

Risvegliatevi qui e ora!



Rendetevi consapevoli e ricordate: tutte le persone sono dormienti e tutto ciò che è intorno a noi non è più che un sogno.
Il vostro privilegio si trova proprio nella consapevolezza. Siate coscienti della vostra forza, sentitela.
La forza sarà sempre con voi, se ve ne ricorderete... (Vadim Zeland - Tarocchi dello spazio delle varianti)...

RISVEGLIO, CO-CREAZIONE”. Il suono di queste parole evoca in me un’emozione profonda, sottile come un fine raggio di luce che attraversa il cuore lasciando una scia dorata. Se ripenso a ciò che ci è accaduto in questi anni, ancora fatico a credere al susseguirsi degli eventi, alle molteplici coincidenze, alle intuizioni folgoranti, all’espansione continua della coscienza. Soprattutto a quell’indescrivibile “respiro interiore” che si è fatto luce dentro di noi aprendo la nostra “vista”, spingendoci ad agire, portandoci anche qui, ora, sulle pagine di questo libro virtuale...
Scienza e Conoscenza - N. 55
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lunedì 14 marzo 2016

La sciocchezza del tempo

Si sente parlare di un universo vecchio di miliardi di anni, ma che senso ha parlare di così tanti anni? Fino a che punto il periodo di un anno ha senso? L’uomo e tutti gli esseri viventi, notoriamente, misurano le cose in base a se stessi ed alla loro esistenza. Un filo d’erba è piccolo per un uomo, ma è una sequoia gigante per una formica. Il concetto di anno sussiste e può essere scandito finché esiste una Terra che ruota intorno al suo Sole, con degli esseri umani (misuratori del tempo) che associano all’anno il suo peso e la sua importanza (ad esempio, un lungo anno di scuola, che ti fa passare da una classe all’altra), ma prima che un sistema solare prenda forma, che senso ha parlare di anni? Tutti quei miliardi di anni antecedenti all’era della Terra intorno al Sole possono razionalmente essere considerati come un singolo istante. Non c’era una Terra in rotazione intorno al Sole che poteva scandire questi (presunti) miliardi di anni. Un secondo ed un miliardo di anni fanno lo stesso effetto.
Ed è qui che il noumeno incontra e supera il fenomeno. Tutto ciò che è e che è stato (e che sarà) non è altro che un singolo istante: qui e ora. Vivere nel mondo dei fenomeni, immersi nel tempo e scandendo il tempo, equivale a voler assolutamente vedere un film, dall’inizio e con la curiosità di vedere come va a finire, di piangere ed emozionarsi. Nel mondo dei noumeni, lo spettatore conosce il mondo del cinema e sa già, dal titolo del film, come il film stesso si svolgerà e come andrà a finire; in altre parole, ogni film è un film già visto, dunque egli non necessita della visione del film stesso, ossia della scansione del tempo, pur possedendo già l’epilogo, dunque pur disponendo già del risultato massimo.

L’epilogo, che a livello temporale si completa alla fine, è in realtà presente sin dall’inizio, ed è questo concetto che neutralizza o vanifica lo scandire il tempo; ciò che è alla fine del tempo, in realtà è presente sin dall’inizio, facendo sì che tutto l’universo sia semplicemente un singolo istante, qui ed ora.

E tanto più si dà importanza ai dettagli, tanto meno questi concetti risulteranno chiari. Io non so se tra vent’anni andremo a lavorare in macchina o in pullman o in treno, ma è certo che noi siamo esseri che devono andare, che non godono dell’ubiquità e che devono recarsi da un posto all’altro; il resto son dettagli. Ciò è la virtù del vedere il generale nel particolare e non viceversa. Per dirla in un linguaggio un tantino più orientaleggiante, c’è chi raggiunge il Nirvana (colui che non necessita più di (ri)vedere il film, dall’epilogo scontato) e colui che non lo raggiunge (riavvolge sempre la pellicola e la riproietta). Invece, in termini un po’ più freudiani (ossia di importazione schopenhaueriana del tipo volontàrappresentazione) vi è l’inconscio, che vuole senza ragionare, in quanto ragionare significa far scaturire un qualcosa (mentre l’inconscio è noumenico, ossia esso “è” sin dall’inizio e dunque non scaturisce); e poi c’è la coscienza, la quale effettua ragionamenti e fa scaturire cose da altre cose. L’inconscio, notoriamente, è noumenico; infatti, esso è ciò che spinge il marinaio a buttarsi a mare e morire per la salvezza della nave con tutti i suoi passeggeri, così dimostrando di riconoscere il generale nel particolare, ossia la vita di tutti nella vita del singolo. Tornando a noi ed al concetto di tempo, ovvio che considerando un freddo parametro fisico come, ad esempio, il tempo impiegato da un raggio di luce per percorrere un metro, ci si può poi imbattere in tempi di miliardi di anni concepiti anche in ere in cui la Terra in rotazione a scandire l’anno non c’era, ma, ripeto, quei miliardi di anni fanno lo stesso effetto di un singolo istante. E senza contare che, in fisica, il tempo è comunque fisicamente relativo di per sé.
Ed il tempo non è niente altro che il nome che viene dato ad una relazione matematica di rapporto tra due spazi differenti; quando dico che per andare da casa al lavoro ho impiegato il tempo di mezz’ora, dico semplicemente che il percorrimento dello spazio che separa casa mia dall’azienda in cui lavoro è corrisposto allo spazio di mezza circonferenza orologio percorsa dalla punta della lancetta dei minuti. E’ dunque sempre e solo lo spazio tridimensionale che ci dà il senso della proporzione ed il senso fisico delle cose. Addirittura anche le grandezze elettromagnetiche sono subordinate allo spazio e traggono significato da esso: io constato che due elettroni si respingono nella misura in cui essi tendono ad incrementare lo spazio tra loro. E’ dunque la proporzione il noumeno; ed infatti essa è un concetto. Il fenomeno, ossia lo spazio fisico, è solo il suo “temporaneo” ed occasionale supporto.

un Grazie a  Leonardo Rubino

 

sabato 12 marzo 2016

Epigenetica: come riprogrammare le cellule malate

Un medico italiano è pioniere di innovative ricerche che dimostrano come le cellule tumorali possono essere riprogrammate e riportate a cellule normali utilizzando gli stessi linguaggi della natura. Dopo più di 30 anni di studi molti altri ricercatori internazionali stanno confermando la sua intuizione.

Le cellule possono essere riprogrammate, l’importante è conoscere e saper usare il corretto linguaggio con cui le cellule dialogano tra di loro.
Sono queste le conclusioni a cui è giunto 15 anni fa, dopo 10 anni di ricerche, il professor Pier Mario Biava.  Temi questi di grandissima attualità, si tratta di uno dei filoni di ricerca oggi più studiato e i lavori di numerosi laboratori in tutto il mondo non fanno altro che confermare quest’intuizione.
L’intuizione di Biava nasce dall’aver osservato come durante le prime fasi dello sviluppo di un embrione, quando sono presenti solo cellule staminali totipotenti, è impossibile indurre un tumore con agenti esterni, mentre entrando in una fase più avanzata di sviluppo questo diviene possibile. In quelle prime fasi doveva esserci qualche meccanismo di controllo e riparazione che proteggeva l’embrione. Successivamente Biava ha confrontato le cellule tumorali con le staminali, che costituiscono per la maggior parte l’embrione, scoprendo che hanno molte analogie e che entrambe si moltiplicano in maniera indifferenziata ed incontrollata; ad un certo punto però per le cellule staminali che costruiscono i tessuti interviene un segnale che le indirizza verso un ben preciso percorso di differenziazione. Si originano così tutte le diverse cellule che compongono il nostro organismo: da quelle cardiache a quelle epatiche, da quelle epiteliali a quelle neuronali, eccetera. Per le tumorali non c’è un programma e crescono caoticamente creando i danni che conosciamo. (fonte ricerche: www.oncovita.it)
Biava si domandò se il segnale che induce la cellula staminale a differenziarsi fosse lo stesso che protegge l’embrione nelle sue prime fasi di sviluppo. I suoi studi lo portarono a confermare questa ipotesi e a pubblicare già più di 25 anni fa il primo articolo che descriveva i meccanismi con i quali si possono riprogrammare le cellule (http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/030438358890287X).
Si è poi visto che non è solo il DNA a determinare il comportamento dei tessuti ma è molto importante ciò che sta sopra alla genetica, l’epigenetica.
Per comprendere meglio questi concetti dobbiamo farci aiutare dall’informatica. L’era digitale ha infatti cambiato il nostro linguaggio introducendo nella quotidianità concetti prima ignorati come quello di programmare o riprogrammare.
Ha introdotto anche il concetto che su un oggetto materiale, il silicio per l’informatica o il DNA per la biologia, è possibile inserire una serie di informazioni e funzioni. Ormai tutti abbiamo in mano oggetti che contengono informazioni: chiavette usb, smartphones, ipad.
La scienza oggi sta scoprendo che i meccanismi con cui le cellule si moltiplicano e mantengono le loro funzioni sono molto simili a quelle descritte dalla teoria dell’informazione. Si può immaginare il DNA come un hardware molto potente, non a caso già si parla dei prossimi computer come computer molecolari a DNA. Il DNA però di per sé non ha un software installato; esiste infatti un altro codice, quello epigenetico, che controlla il DNA e lo fa funzionare secondo un programma ben preciso. Determina l’accensione e spegnimento dei vari geni e può uniformarsi alle situazioni ambientali dando flessibilità e adattamento per l’evoluzione.
Queste scoperte hanno implicazioni che vanno oltre la genetica e impregnano ogni singolo aspetto della nostra vita. Il dott. Ervin Lazslo, filosofo della scienza, ne è convinto da decenni.
Ecco un documentario nel quale vengono raccontate le ultime ricerche in questo settore e presentate tutte le implicazioni che tali scoperte hanno nella nostra vita.


VIDEO DOCUMENTARIO

mercoledì 9 marzo 2016

IL SILENZIO ... RIVELA



il “Silenzio” è un’apparente assenza di suono, perché in realtà non è altro che il perfetto equilibrio di tutti i suoni, che esprime quindi “IL SUONO” dell’insieme, del TUTTO. Lo stesso vale per i colori: quando vibrano ad un’alta frequenza mostrano solo il BIANCO, il colore della luce. Se proviamo ad immaginare il nostro essere proiettato nello Spazio come un astro, sentiremo la qualità superiore di questo “Silenzio Celeste” che lo permea, riverberarsi dentro di noi portando la vera “Conoscenza”. La nostra anima ne è colma poiché vi attige, mentre la mente non arriva a comprendere essendo limitata ai confini terrestri. Ecco, vi sono più livelli di coscienza che si esprimono in differenti dimensioni. Quello di cui parlo risuona nella parte più sottile del nostro essere e “vibra” ad una tale intensità che lo rende puro e dinamico, in espansiene ed in divenire.

IL SONNO DELLE MENTI

Osservo lo sgomento quotidiano davanti agli attentati terroristici, alle guerre cruente, agli esodi infiniti dei migranti, ai disequilibri delle “economie geopolitiche” che affamano i soliti noti, e penso che ciascuno di noi ha una parte in tutto questo. Il mondo prende la direzione che i suoi abitanti scelgono di percorrere. Le guerre non si creno da sole, come i terroristi non nasono dal nulla. Un’azione ne provoca un’altra, una parola ne chiama un’altra, e se queste hanno una volontà distruttiva tenderanno a favorire ulteriori reazioni identiche. Analogamente, se uno Stato agisce solo nel suo interesse, anche l’altro Stato lo farà e ciò creerà continua divisione, separazione. Se osservo l’Orizzonte di questo nostro mondo vedo grandi polveroni che si sollevano, vedo tante menti dormienti che combattono contro altrettante menti dormienti. Come faremo mai a risvegliarci? Come riusciremo ad elevarci davvero per guardare ad occhi aperti chi veramente siamo? Dobbiamo fare molta attenzione perchè dentro di noi convivono “il predatore ed il saggio”, “il male ed il bene”, “la luce e l’ombra”, “l’istino e l’intuito”, “l’Amore ed il Non Amore”, e al di sopra di essi presisede il raggio del “libero arbitrio” che ha la facoltà di scegliere la direzione. Ma la vera domanda è: da chi è governato il libero arbitrio? Dal cuore o dalla mente? Questo tocca a noi decidere, secondo il nostro grado di consapevolezza e di respiro.

sabato 27 febbraio 2016

IL SENTIERO DELLA TRASFORMAZIONE

 CREARE UNO STILE DI VITA PIU' COSCIENTE


La trasformazione viene quando raggiungi un punto nella tua vita dove letteralmente tutto sembra andare storto o cadendo a pezzi. È un momento di riflessione su tutto ciò che esiste nel vostro mondo. In molti casi, un importante evento nella vostra vita attiverà qualcosa dentro di voi, che sia la perdita improvvisa di un familiare, di un amico, un cambiamento di lavoro o la fine di una relazione, un incidente che riguarda voi o qualcuno vicino. Di questi tempi ci chiediamo cosa stiamo facendo con la nostra vita e molti sentono una vocina dentro che dice : 'è tempo di dare un'occhiata più da vicino.'  
L'universo ha uno strano modo di farci fermare, guardare e ascoltare.Se decidiamo poi di prendere questa opportunità di trasformazione è solo di nostra spontanea volontà. Come molti di noi hanno sperimentato tutta la  vita, il lavoro interno che dobbiamo fare per raggiungere un punto di equilibrio e armonia non è lontano. Più a lungo ci muoviamo attraverso la vita senza avere uno sguardo più attento a ciò che ci rende Vivi, più grande sarà la caduta  quando finalmente ci fermiamo.

TRASFORMAZIONE - TEMPO PER UNA NUOVA VIA